La Scuola Centrale di Alpinismo Giovanile, su mandato della Commissione Centrale di Alpinismo Giovanile, organizza per domenica 26 febbraio 2012 la prima giornata nazionale sulla neve rivolta a ragazzi dell’AG che abbiano un adeguato livello di autonomia per attività su neve.
Come programmato, nei giorni 3 e 4 dicembre si è svolto il corso di aggiornamento “C'era una volta ... la fiaba come strumento educativo” riservato agli Accompagnatori Nazionali di Alpinismo Giovanile.
Foto Macrino
Il corso organizzato e gestito dalla Scuola Centrale di AG, ha avuto la collaborazione del CAI Torino e della Biblioteca Nazionale del CAI. Il corso ha visto 45 partecipanti ospitati dalla suggestiva e prestigiosa cornice della Sala degli Stemmi al Monte dei Cappuccini di Torino.
“C’era una volta…”, proprio con questo incipit iniziano quasi tutte le fiabe e molte finiscono con il classico: “…e vissero felici e contenti”. In mezzo a queste due frasi, la storia contiene sempre qualcosa di importante: la morale umana. La soluzione quindi per far comprendere la semplicità e l’essenzialità della vita è facile: leggere una fiaba. La fiaba ci può portare in un universo affascinante, misterioso e, soprattutto, educativo: attraverso di essa si spiega qualcosa che altrimenti sarebbe complesso da spiegare.
Con il termine educazione si intende usualmente un'attività impiegata per la formazione del pensiero umano, ma l'educazione è anche intesa come sistema attraverso cui trasmettere comportamenti, valori, simboli, idee e ideologie da una generazione all'altra.
Il tema della fiaba come vero strumento adatto nell’educazione dei ragazzi è stato sviscerato sia con interventi frontali di inquadramento teorico, sia con esperienze pratiche che hanno dato modo di sperimentare differenti metodi applicativi e di narrazione.
Dopo i saluti delle autorità intervenute, il programma didattico delle giornate ha visto i seguenti intervent (selezionando i link sotto riportati potranno essere scaricati i documenti relativi):
Milva Sobrero, insegnante, regista del cortometraggio “Giuanin e u diavu“ tratto da un’antica storia popolare ed interpretato dagli alunni della scuola di Tiglieto (GE), nell'a.s. 2006 -2007;
Un ringraziamento a tutti gli intervenuti: autorità, relatori e partecipanti.
Gian Carlo Berchi - dicembre 2011
Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Dicembre 2011 11:13
Pensieri e parole sul Corso ANAG - I protagonisti - Valentino
Scritto da Valentino Meneghini
Martedì 14 Settembre 2010 06:52
Ho visto e stampato la foto di noi tutti, docenti e allievi, presente sul sito dalla CCAG,gira da qualche giorno sul tavolo dello studio e ad ogni occasione lo sguardo corre sui volti delle persone presenti e i pensieri vanno ai momenti trascorsi al Rifugio Le Peè qualche settimana fa. Le sensazioni vissute ritonano: l'impegno, le prove, le notti insonni, la tensione (in particolare la mia) e i grandi russatori notturni. Ma le emozioni ritornano pricipalmente pensando al gruppo formato da docenti e allievi, tanti momenti formativi ma anche tanti momenti vissuti con la netta sensazione di essere tra amici. Una situazione bellissima quella che si è creata nelle persone e tra le persone. Personalmente ho vissuto qualche momento di difficoltà a causa di un problema fisico, ma con l'aiuto (Bruno e Corrado), il sostegno di tutti e la ferma volontà personale di non deludervi e non deludermi, tutto è stato superato. Un corso è un corso, oramai tutti noi ne abbiamo vissuto più di uno, a volte come allievi e a volte come docenti, è fatto di lezioni, prove, esami, valutazioni, ecc., ma principalmente è fatto di persone. Persone che formano il gruppo, nel nostro caso specifico, un gruppo dove un sorriso non è mai mancato.
Grazie a tutti voi, è un orgoglio personale essere stato dei vostri in quella impegnativa settimana di luglio al rifugio Le Peè.
Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Febbraio 2011 08:09
Pensieri e parole sul Corso ANAG - I protagonisti - Claudio
Scritto da arcfranz
Lunedì 26 Luglio 2010 21:45
Ad una settimana dalla fine del IX Corso ANAG le idee si sono fatte più chiare: l’emozione e la tensione di quei momenti si sono mitigate e adesso rimangono i ricordi. Ricordi di mesi passati a studiare chiedendosi se si era all’altezza del compito, ricordi di nuovi volti e nuovi amici, ricordi di istruttori che diventano compagni di viaggio, un viaggio fatto di salite e fatiche; manca solo qualcuno: i nostri ragazzi.
Così a volte mi domando se davvero ciò che abbiamo passato in questi ultimi mesi l’abbiamo fatto per i nostri ragazzi o forse è più vero che lo si sia fatto per noi adulti coinvolti nel mondo complesso e articolato dell’Alpinismo Giovanile. La verità non so quale sia, probabilmente è il fatto che prima ancora di essere adulti, noi tutti che facciamo Alpinismo Giovanile, siamo ragazzi che non hanno mai smesso di sognare ad occhi aperti guardando le montagne; ragazzi che non hanno ancora smesso di giocare quel gioco iniziato tanto tempo addietro.
Sta di fatto che forse dovrei sentirmi diverso, ma non mi sento tale. Durante il Corso Giancarlo, che devo ringraziare per l’esemplare disponibilità che ha profuso costantemente verso ciascuno di noi, diceva che allievi ed istruttori eravamo tutti sullo stesso piano, che dovevamo sentirci tali. E’ stato difficile farlo durante il corso, ma adesso, che un titolo in comune ci avvicina un po’ di più, tutto è diventato chiaro: non c’è più un noi ed un loro, c’è solo l’Alpinismo Giovanile, la Montagna, la Passione e gli Amanti della Montagna.
Allora qual è il vantaggio di aver conquistato un titolo? Per me è quella di prendere consapevolezza delle responsabilità, di affinare capacità e comprensione delle tecniche più idonee per trasmettere in modo chiaro ed inequivocabile la mia passione per la montagna. Certo, non mi aspetto di cambiare il mondo, neppure quello difficile dell’Alpinismo Giovanile con tutti i momenti tormentati che sta vivendo, ma qualcosa nel mio piccolo lo posso fare e lo farò.
Un grazie di cuore a coloro che hanno creduto nelle mie possibilità, a partire dal Presidente della mia Sezione, passando per gli amici istruttori che mi hanno messo alla prova e mi hanno dato fiducia, per arrivare infine ai compagni di squadra, ai compagni di cordata, agli amici con i quali ho diviso giornate che resteranno importanti nella mia esistenza.
Un grazie sentito a tutti e BUONA MONTAGNA, di cuore
Ultimo aggiornamento Domenica 06 Febbraio 2011 23:50
Pensieri e parole sul Corso ANAG - I protagonisti - Corrado
Scritto da arcfranz
Martedì 20 Luglio 2010 22:20
"Studiare, ripassare, ripetere le manovre e mentre i giorni passavano e la data del 10 luglio si avvicinava, la tensione aumentava; poi una volta riunito il gruppo in Valgrisenche, scopri che tutti stiamo percorrendo un sentiero comune, dove tutti viene condiviso, per diventare qualisiasi cosa, comune. Tensione, fatica, stress, poche ore per dormire. Alla fine siamo diventati veramente una "CORDATA UNICA", un gruppo di Amici, che ha saputo lavorare, faticare, sudare assieme, ma anche ridere, divertirsi assieme come un vero gruppo di Amici.
Siamo diventati Accompagnatori Nazionali di Alpinismo Giovanile, ma soprattutto siamo rimasti come lo siamo sempre stati, AMICI, uomini e donne con la passione per la montagna, con la passione/divertimento di stare con i nostri ragazzi/e, cercando di trasmettere a loro ciò che la montagna a trasmesso e ha dato a noi." Excelsior!!
Corrado K.